Riserva Torrente Callora

emozione e avventura

Riserva Naturale Regionale del Torrente Callora

La Riserva Naturale, di circa Ha 50, si sviluppa lungo il corso superiore del torrente Callora, a carattere torrentizio e stagionale che scorre in una profonda fenditura, e dei valloni Fosso Fornello – Sporgenza e Rio Torrone, anch’essi dalle ripide pareti rocciose.
Un tratto in cui l’asta fluviale non ha subito modifiche dei parametri idrogeomorfologici quali pendenza, larghezza, profondità, scabrezza, né è stata oggetto di asporto di materiale per cui non è stato alterato l’equilibrio naturale.
La Riserva, geograficamente, è situata sul versante a nord del Matese, ai piedi di Monte Miletto di Roccamandolfi.
Lo spettacolo che si presenta è quello di un ambiente intatto ed emozionante: una forra con ripide pareti in cui il fiume scorre con salti, anche di notevole altezza. Le acque si dividono in cento rivoli fra le pareti rocciose, a cui sono abbarbicate piante di leccio, e che nel periodo della fioritura primaverile sono tappezzate da una miriade di piante sassifraghe che esplodono in ciondoli di fiori bianchi.
La Riserva Naturale è caratterizzata da una varietà di ambienti che possono così sintetizzarsi:
la zona umida della forra del Torrente Callora e le gole dei valloni Fosso Fornello e Rio Torrone;
la zona a rimboschimento sul versante più dolce della cima su cui sorge il castello;
la zona dei pascoli e dei prati sulle parti più alte della forra;
la zona dei ghiaioni e delle rupi.
Da anni il torrente è frequentato da numerosi appassionati, provenienti da fuori regione, di torrentismo, attività sportiva che si svolge scivolando lungo le numerose cascate con muta, casco e adeguata attrezzatura.

Torrente Callora

Il torrente Callora, sottobacino del Biferno, nasce nel territorio montano di Roccamandolfi, in Valle di Scino. L’asta fluviale interessa i comuni di Roccamandolfi, San Massimo e Bojano dove ha contribuito alla formazione della piana con la deposizione dei sedimenti trasportati. Percorso breve, meno di due chilometri per scendere da quota 1050 m slm alla quota 750 m slm al di sotto dell’abitato di Roccamandolfi dove perde le caratteristiche di torrente montano caratterizzato da scivoli, cascate, marmitte e raschi per “calmarsi” nella piana sino alla confluenza con il Biferno. Il tratto interessato dalla Riserva Regionale, inclusa nell’elenco ufficiale delle Aree Protette nell’anno 2003, è lungo solo poche centinaia di metri ed è caratterizzato dal famoso e inaccessibile castello medioevale che contribuisce a dare fascino e interesse storico all’area.