Riserva di Monte Patalecchia

La natura dà spettacolo.

Riserva Naturale Regionale di Monte Patalecchia e dei Torrenti Lorda e Longaniello

La Riserva Naturale Regionale, geograficamente, è situata sul versante a nord del massiccio del Matese, in territorio della provincia di Isernia e comprende territori nei comuni di Castelpetroso, Santa Maria del Molise, Pettoranello di Molise, Castelpizzuto, Isernia, Longano e Sant’Agapito.
La Riserva Naturale Regionale è stata istituita dalla Regione Molise nell’anno 2010 e si sviluppa lungo i corsi d’acqua del Torrente Lorda, del torrente Longaniello e i versanti del Monte Patalecchia. È caratterizzata da una varietà di ambienti che si susseguono lungo le aste fluviali arricchiti da una serie di valloni e fossi di estremo interesse ambientale e scenografico.
L’Area Naturale di Monte Patalecchia e dei torrenti Lorda e Longaniello occupa complessivamente una superficie di circa 2200 Ha.

Torrente Lorda

Nel torrente Lorda la presenza delle acque è continua e costante. Il corso d’acqua caratterizza il versante pedemontano del Matese in provincia di Isernia. Valloni, canaloni e fossi convogliano in esso le acque torrentizie, contribuendo in modo valido ad accentuare l’aspetto del paesaggio dell’asta fluviale e del territorio di questa parte dei margini del Matese. Dai corsi estremamente accidentati e ripidi, essi attraversano ambienti selvaggi di bellezza unica quando le acque chiare e diaccee dello sciogliersi delle nevi scendono a valle verso il Lorda con cascate che si susseguono senza soluzione di continuità. Nella breve corsa le acque muovevano le “ritrecine” di una serie di mulini e le turbine di centraline idroelettriche in uso sino agli anni Sessanta. L’asta fluviale presenta aspetti particolarmente selvaggi soprattutto nel tratto fra Longano e Sant’Agapito ove il fiume scorre in una profonda forra, stretto fra il colle Montelongo e il colle sull’opposto versante, con alte pareti di roccia verticali e picchi isolati di torrioni rocciosi.

Torrente Longaniello

Nasce a una quota prossima ai 1000 m slm, da una polla subito arricchita da acque di copiose sorgenti perenni. A circa metà del corso, in alto sul colle Riporsi, sorge il castello dell’ex feudo e in basso, su una rupe a qualche decina di metri dal letto del fiume, la chiesa rupestre di S. Maria Altopede.
Poche centinaia di metri e una superficie di pochi ettari danno vita ad un concentrato di storia e di natura, lungo un tracciato fluviale intatto con un torrente dalle acque chiare e dalla folta vegetazione ripariale, ricco di fauna ittica.
Tracciati pedonali si snodano lungo le sponde a contatto con l’acqua, itinerari di facile percorrenza e fra i più suggestivi dell’intero territorio provinciale, per la presenza costante dell’acqua. La cascata “Cttura Santa Maria” offre uno scenario veramente inconfondibile e affascinante. Le acque con un salto di una decina di metri si gettano nella conca dall’acqua verde, mentre sulla scarpata destra scende il rigagnolo proveniente dalla ricca sorgente Fonte Santa Maria fra un tappeto di muschio, macchie di ciclamini, primule, violette.

Monte Patalecchia

In questo lembo di territorio è possibile riconoscere e ripercorrere la storia degli interventi di gestione del territorio e leggere l’evoluzione del paesaggio naturale coniugato con testimonianze religiose e con attività umana in uno scenario complesso e variegato che offre inaspettate e spettacolari zone selvagge.
Il complesso Monte Patalecchia – Defenzola – Monte di Mezzo costituisce una propaggine del Matese che si spinge a separare, come una carena, la piana di Bojano da quella del Carpino e del Lorda e costituisce lo spartiacque fra il bacino del Volturno da quello del Biferno.
Evidente la diversità dei versanti, quello che si affaccia verso est ricoperto da vegetazione ha profondi valloni; il versante opposto dai caratteri orografici più dolci, più arrotondati, è privo di alberi e domina il prato-pascolo.